Giochi a cui nessuno vince: Comprendere e superare il Triangolo Drammatico

Pubblicato il 24 febbraio 2026 alle ore 11:47

Il ciclo infinito dei conflitti ripetitivi

Vi è mai capitato di provare quella frustrante sensazione di vivere sempre gli stessi conflitti, con le stesse persone e con i medesimi, deludenti risultati? In Germania esiste un’espressione idiomatica perfetta per descrivere questo stato d'animo, citata anche nel podcast di Franca Cerutti e Christian Lüdke: “Da springt man schon mal im Dreieck” — letteralmente “si finisce per saltare nel triangolo”, un modo per dire che si sta diventando matti dalla rabbia o dalla frustrazione.Questa sensazione non è casuale. Come spiegano gli esperti nell'episodio "Spiele, die niemand gewinnen kann", questi scontri seguono uno schema psicologico preciso chiamato Triangolo Drammatico (Drama-Dreieck). Non si tratta di eventi isolati, ma di veri e propri "giochi" relazionali in cui restiamo intrappolati senza rendercene conto.

Tre persone discutono in un parco, conflitto, triangolo drammatico, relazioni.

Che cos’è il Triangolo Drammatico?

Il modello, ideato da Stephen Karpman (allievo di Eric Berne, fondatore dell'Analisi Transazionale), descrive le dinamiche disfunzionali che si instaurano durante un conflitto. In ambito clinico, definiamo questi scambi come "giochi psicologici": una serie di transazioni inconsapevoli che portano a un tornaconto emotivo negativo per tutti i partecipanti.

Nota dell'esperto: "In questo gioco, il prezzo del biglietto è la tua serenità: non importa quale ruolo ricopri, alla fine del giro nessuno vince davvero."

Mano con tre dita, simbolo del triangolo drammatico, psicologia.

I Tre Ruoli:

Vittima, Salvatore e PersecutoreAll'interno del triangolo, gli attori si muovono lungo tre vertici rigidi. È fondamentale comprendere che questi non sono "tratti della personalità", ma ruoli che interpretiamo per gestire l'ansia o i bisogni insoddisfatti:

• Il Persecutore (Der Verfolger):    

◦ Comportamento: Accusa, critica, impone regole rigide e controlla l'altro.    

◦ Motivazione profonda: Agisce per paura di perdere il controllo o di essere a sua volta ferito. L'aggressione funge da scudo difensivo contro la propria vulnerabilità percepita: attaccare è un modo per non sentirsi mai una vittima.

 

• Il Salvatore (Der Retter):    

◦ Comportamento: Offre aiuto non richiesto, si fa carico dei problemi altrui e cerca soluzioni per chi non gliele ha domandate.    

◦ Motivazione profonda: Il "soccorso" è una strategia per evitare di guardare ai propri bisogni o ferite. Aiutando l'altro, il Salvatore si sente utile e superiore, ma di fatto mantiene l'interlocutore in una posizione di dipendenza e impotenza.

 

• La Vittima (Das Opfer):    

◦ Comportamento: Si lamenta costantemente, si sente schiacciata dalle circostanze e agisce come se non avesse risorse.    

◦ Motivazione profonda: Cerca qualcuno che si prenda la responsabilità della sua vita, evitando così il rischio del fallimento personale o il peso delle decisioni autonome.

Perché rimaniamo intrappolati?

Il "Colpo di Scena"La dinamica è fluida e insidiosa. Come sottolineato da Franca e Christian, i ruoli non sono statici: durante un singolo litigio avviene spesso quello che in psicologia chiamiamo "Switch" (il cambiamento di ruolo improvviso)Immaginiamo un Salvatore che offre un consiglio non richiesto a una Vittima. Se la Vittima lo rifiuta, il Salvatore può sentirsi offeso e trasformarsi improvvisamente in Persecutore ("Dopo tutto quello che faccio per te, sei un ingrato!") o in Vittima ("Nessuno apprezza mai i miei sforzi"). Questo ribaltamento dei ruoli è il cuore del dramma: genera confusione e impedisce una risoluzione reale, trasformando il conflitto in un'abitudine relazionale tossica ma familiare.

Come riconoscere il gioco: Segnali d'allarme

Per rompere l'automatismo, dobbiamo attivare l'auto-osservazione. Chiediti onestamente:

• [ ] Intervengo spesso per risolvere i problemi degli altri anche se non mi è stato chiesto esplicitamente?

• [ ] Mi capita spesso di pensare "Perché capitano tutte a me?" o di sentirmi impotente di fronte agli altri?

• [ ] Sento il bisogno di correggere o rimproverare gli altri "per il loro bene"?

• [ ] Dopo un confronto, provo un senso di svuotamento o la sensazione amara che "sia successo di nuovo lo stesso copione"?

 

Strategie pratiche per uscire dal Triangolo

Uscire dal triangolo richiede uno Shift di Consapevolezza ispirato all'approccio cognitivo-comportamentale (CBT). Non si tratta solo di cambiare comportamento, ma di ristrutturare il modo in cui percepiamo noi stessi e l'altro.

 

Tabella Triangolo Drammatico Karpman, comportamenti e strategie CBT, psicologia.

Verso relazioni più sane e autentiche

Riconoscere il Triangolo Drammatico non significa che non avremo più conflitti, ma che smetteremo di alimentare dinamiche sterili. La consapevolezza è il "disinnesco" che permette di fermare la giostra. Come suggeriscono Franca e Christian, ogni volta che decidiamo di non accettare un ruolo nel triangolo, facciamo un passo verso una comunicazione autentica, dove il conflitto non è un gioco di potere, ma un'opportunità di crescita e connessione reale.

 

Riferimenti e Risorse

Se desiderate approfondire come questi schemi influenzano la vostra quotidianità con esempi pratici e un linguaggio diretto, vi consiglio vivamente l'ascolto del podcast "Psychologie to go!" di Franca Cerutti e Christian Lüdke. La loro capacità di decostruire concetti clinici complessi in riflessioni accessibili per la vita di tutti i giorni rende l'episodio "Spiele, die niemand gewinnen kann" una risorsa preziosa per chiunque voglia migliorare la qualità delle proprie relazioni.


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